ARNO. Storie di riconciliazione tra Firenze e il suo fiume
Ente organizzatore: Inchiostro Nero ETS
Altri enti coinvolti: CNR – Università di Firenze dipartimento di scienze della terra
4 novembre / 4 gennaio con orari dei luoghi espositivi
Mostra diffusa in: MAD, Semiottagono Murate, Museo dell’Opera del Duomo, Cenacolo del Fuligno, Chiesa di San salvatore in Ognissanti
Il progetto artistico nasce da un’idea dell’artista Roberto Ghezzi che gioca con il suo ruolo e con quello del fiume Arno, diventando artefice insieme alle acque del fiume di un processo empatico, con una nuova analisi di identificazione: l’ispirazione viene sostituita dalla ricerca e la natura stessa si racconta. L’artista con le sue opere ci invita ad una riconciliazione con il fiume, presenza tangibile, capace di evocare memorie e generare nuove forme di conoscenza e di bellezza. A sessant’anni dall’alluvione del 4 novembre 1966, il fango dell’Arno torna ad essere il protagonista, assumendo un significato nuovo; la materia che allora invase Firenze, ferendo profondamente i suoi luoghi e il suo patrimonio culturale, diventa oggi il mezzo attraverso il quale il fiume lascia emergere la propria immagine. Le opere esposte appartengono alla ricerca delle Naturografie©, sviluppata negli anni da Roberto Ghezzi. Si tratta di tessuti naturali immersi in bacini acquiferi o collocati lungo le rive dei fiumi, dove sedimenti, organismi e processi ambientali, imprimono lentamente le proprie tracce sulla superficie. L’artista predispone le condizioni del processo e ne accompagna lo sviluppo, affidando alla natura una parte essenziale della creazione.
Ogni opera è così il risultato di un incontro irripetibile tra materia, tempo e ambiente: una sorta di autoritratto del paesaggio, nel quale si rendono visibili fenomeni normalmente impercettibili.
La mostra si sviluppa in alcuni luoghi della città di Firenze particolarmente colpiti dall’alluvione e maggiormente significativi per la memoria, dove le opere selezionate e disposte dall’artista, creano una relazione con l’identità del luogo, instaurando un inedito dialogo tra le tracce rilasciate dal fiume sulle tele e quelle custodite dalla storia.
Il progetto sottende alla riscoperta di un moderno rapporto tra l’uomo e la natura, che consideri la fragilità del patrimonio e la possibilità di trasformare una ferita, come quella dell’alluvione del 1966, in un’occasione di crescita e di conoscenza.
Riconciliarsi con l’Arno significa pertanto tornare a guardare il fiume in modo diverso riconoscendone la forza e le trasformazioni.
Gratuito in tutti i luoghi tranne il Cenacolo del Fuligno